Caotica mente

me, te e il terzo incomodo: il dolore cronico.


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Come fosse un cappio

ma la finestra è aperta e sulla spalla l’aria fredda mi strugge,

Mi rendo conto di quanto le tue parole siano dolci, come un violino che per tanto ha suonato solo per coprire il pianto ed adesso tace e piange egli stesso, ma sempre malinconicamente, musicalmente.

Mi rendo conto di quanto io sia stupida a non averti amata, a non averti voluta comprendere e a non aver sentito di notte la tua voce chiamarmi, straziata, urlare il mio nome implorante. Avrei potuto semplicemente chiudere gli occhi e lasciarti suonare, ed invece, li ho aperti e ci ho uccise.

Melanconie 

Sono una pentola a pressione.

C’è un soffio di niente, una perdita d’aria dietro l’orecchio, lo sbuffo delle parole non dette.

I just had a lot of feelings 

I just had a lot of feelings 

Ho sognato il mare

E camminavo lenta con amici in cerca di un caffè e  al tavolo di un bar sulla riva tavoli e chiasso, e c’eri tu.  Un posto vuoto di fianco a te. Un solo posto vuoto. Mi avvicino lentamente, timidamente, verso di te e  nuotando nell’aria  abbocco al tuo amo, ai tuoi occhi. Mi sorridi. Intuisci la mia voglia, la mia richiesta. Fai cenno di sì con la testa e di nuovo eravamo insieme, di nuovo come un anno e mezzo fa, di nuovo io e te. Un nuovo inizio, io e te per mano e ai nostri piedi il mare, poi l’oceano, poi di nuovo il mare, il mare blu più o meno intenso, come la nostra storia. Come le mie illusioni, più intense, meno intense, sempre in te. E a volte nero, sporco, come la  mia  vita , che sta diventando un susseguirsi di vicende che cercano di emulare la felicità della complicità che insieme raggiungevamo. 

« … La più innocente passeggiata costa la vita a mille poveri vermucci, e un passo del tuo piede basta a demolire le faticose costruzioni delle formiche e a schiacciare tutto un microcosmo in una misera tomba […] O Cielo, o Terra, o palpitanti forze intorno a me! Ormai non vedo nulla, tranne un Mostro che eternamente ingoia, eternamente rumina… »

« … La più innocente passeggiata costa la vita a mille poveri vermucci, e un passo del tuo piede basta a demolire le faticose costruzioni delle formiche e a schiacciare tutto un microcosmo in una misera tomba […] O Cielo, o Terra, o palpitanti forze intorno a me! Ormai non vedo nulla, tranne un Mostro che eternamente ingoia, eternamente rumina… »

Rebloggato da dariadafuocoatutti
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi,
i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai.
Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima
a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa.
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
C. Bukowski, Musica per organi caldi. (via dariadafuocoatutti)

(via hoilcuorechebatteancora)

La mia vita è una margherita che al posto di  m’ama e non m’ama ha dormo poco e dormo male